Nuovo Dpcm: Cia, "Stop alle 18 ad agriturismi equivale a chiusura attività"

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"La misura non tiene conto delle garanzie di distanziamento sociale offerte dagli spazi in piena campagna. Conto salato anche per le aziende agricole che hanno bar e ristoranti come unico sbocco commerciale". E' quanto si legge in una nota CIA - Agricoltori Italiani.

"Lo stop alle 18 previsto dal nuovo Dpcm per le 24mila strutture agrituristiche nazionali - spiegano -  equivale alla chiusura delle attività, che non potranno sostenere i costi di apertura con i soli proventi del pranzo, i cui introiti nei giorni feriali hanno incidenza molto ridotta rispetto a quelli determinati dalla fascia oraria 18-21".

"La misura del Governo - continuano - non tiene, inoltre, in nessun conto delle garanzie di distanziamento sociale offerte dagli spazi in piena campagna e metterà definitivamente in crisi un settore che era faticosamente in ripresa dopo mesi di lockdown, con un danno fin qui stimato da Cia-Agricoltori Italiani in 600 milioni. Se a queste ingenti perdite di quote di mercato si aggiungeranno i prevedibili effetti delle nuove misure restrittive, assisteremo, dunque, a un’ecatombe di fallimenti con ricadute disastrose per i 100mila addetti del settore".

"Il nuovo Dpcm - concludono - avrà anche un impatto fortemente negativo per tutte le aziende agricole che hanno come unico sbocco commerciale il canale dell’Horeca -ristoranti, bar, mense, hotel-  e che pagheranno un conto salato per la contrazione delle forniture di cibo fresco a tutto il comparto dell’agroalimentare “fuori casa”, in un Paese in cui circa un terzo dei consumi viene realizzato lontano dalle mura domestiche".